MONS. NAZZARO: “VI SPIEGO L’ORIGINE DEL MALE IN SIRIA”

di Leonardo Petrocelli

È una primavera di sangue quella che, dal 2011, sconvolge la Siria nel silenzio colpevole di un Occidente incapace di produrne una narrazione ordinata e fedele al vero. Ecco perché monsignor Giuseppe Nazzaro – già Custode di Terra Santa e Vicario Apostolico Emerito di Aleppo dal 2002 al 2013, e dunque testimone oculare del dramma siriano – ha votato il prosieguo della propria missione al racconto della verità taciuta, attraversando l’Italia con la conferenza “La primavera siriana. Dai Prodromi al Califfato” (qui il testo completo).

Monsignor Nazzaro, riavvolgiamo il nastro della storia. Quando è cominciato tutto?

“Il 15 marzo del 2011. Quel giorno, un gruppo di dodicenni si divertì a scrivere, sui muri della città siriana di Dera’a, la seguente frase: abbasso il regime. Una ragazzata, in realtà, che però fu utilizzata come volano per chiedere al governo di Bashar al-Assad riforme votate all’apertura del Paese. In realtà, si trattava di un cammino già intrapreso fin dai primi anni del Duemila che, però, Assad non ebbe alcuna difficoltà a rafforzare”

Le richieste dei primi manifestanti furono soddisfatte?

“Integralmente, dalla prima all’ultima. E con una rapidità sorprendente. Questo spiazzò moltissimo le forze impegnate nella protesta il cui compito, a quel punto, sembrava essersi esaurito. Tuttavia, la polizia siriana aveva già scoperto che dietro i graffiti e le prime manifestazioni c’era ben altro. Un mandante o dei mandati la cui vera natura si manifestò prontamente perché proprio allora le manifestazioni di piazza iniziarono a cambiare volto, tra azioni terroristiche a Damasco, blocchi stradali e assalti di gruppi salafiti penetrati dalla Giordania”.

Era dunque questo il volto autentico della “primavera” siriana?

“In breve tempo iniziò a comporsi il mosaico terrorista con guerriglieri che giungevano da ogni parte del mondo e sigle straniere che iniziavano a comparire sulla scena, da Jamaat al-Nusra ad Al Qaeda. Gli Imam wahabiti promettevano 10 dollari a chiunque fosse andato nelle piazze a gridare, per almeno un’ora, ‘abbasso il regime’. Molti guerriglieri, arrestati e interrogati dalla polizia, confessarono di essere stati spediti a combattere in Siria dall’Arabia Saudita, nelle cui reali galere spesso soggiornavano. Inutile evidenziare, a questo punto, l’escalation di violenza che ha travolto il Paese e distrutto il benessere accumulato fino ad allora”

E in questo tragico brodo di coltura si è sviluppato l’Is…

“Fin dal primo anno e mezzo di guerra, l’opposizione siriana non esisteva più. Tutto era nelle mani delle varie organizzazioni giunte dall’estero e la situazione si è andata deteriorando con la creazione del Califfato del Levante, resosi fin da subito protagonista di atti di inaudita ferocia. Atti dei quali noi non ci siamo minimamente curati, almeno fino alle prime decapitazioni degli ostaggi occidentali”

Un passo indietro. Ma sotto Assad si viveva poi così male?

“Assolutamente no. Prima delle rivolte, in Siria si poteva vivere in pace così come testimoniato dalla lunga e felice coesistenza fra tutte le diverse anime del Paese ad iniziare da quella cristiana, tradizionalmente molto numerosa e oggi quasi tutta fuggita in Libano. Quello di Assad era un governo laico e riformista. Le atrocità e le persecuzioni sono venute dopo”.

Qual è stato il ruolo dell’Occidente nel disastro siriano?

“È stato un ruolo di colpevole sostegno a guerriglieri sanguinari, armati, appoggiati e finanziati attraverso i Paesi del Golfo. Non lo dico io, ma Hillary Clinton che, in uno slancio di sincerità, ha affermato: ‘Non possiamo più controllare la creatura che abbiamo messo su’. Mi lasci dire una cosa: finché esisterà la questione del controllo delle risorse energetiche, almeno nella declinazione che a tale problema hanno dato i signori d’oltreoceano, le guerre non cesseranno mai”

La propaganda occidentale ha raccontato una storia diversa…

“Ha insistito sul racconto unilaterale dell’esportazione della democrazia, demonizzando Assad e coprendo tutti gli orrori dei guerriglieri. Almeno fino ad oggi. L’opinione pubblica occidentale c’è cascata in pieno anche se, ormai, è chiaro a ognuno che la democrazia non è esportabile. È come pretendere che tutti indossino una veste confezionata a misura di una sola persona. Un’assurdità”

Infine, l’Is è ora alle porte d’Occidente. Lei ritiene concreto il rischio di infiltrazioni fra i migranti in viaggio verso l’Italia?

“L’infiltrazione è già avvenuta se così si può definire l’arruolamento di persone già presenti sul suolo europeo. Ed, indubbiamente, è molto probabile oggi l’eventualità di un approdo di altri terroristi via mare. Tutto è nelle mani dei governi e della loro capacità di prevenzione e difesa”

*Pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno”

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