A COSA SERVE LA VITTORIA DI SYRIZA?

di Gaetano Sebastiani

Dopo aver assistito alle celebrazioni nelle piazze di Atene ed ai patetici tentativi di identificazione con il clima festante di certa sinistra italiana (è sempre comodo salire sul carro del vincitore, no?), è tempo di capire se la vittoria di Syriza ha una funzione concreta nello scardinamento dello status quo.

Da un punto di vista meramente simbolico, questo voto produce senza dubbio qualche scalfittura al freddo edificio tecnocratico di Bruxelles. Le dichiarazioni rabbiose dei manichei dell’austerity sul rispetto dei patti o sulla non concessione di ulteriori deroghe al governo ellenico certificano che l’esito delle urne in Grecia, sebbene ampiamente previsto, non ha di certo suscitato l’entusiasmo degli eurocrati. E ricordano alle altre forze euroscettiche che indietro non si torna.Continue Reading

IL FUTURO DEI POPOLI RISIEDE NEL SOVRANISMO

di Gaetano Sebastiani

Non sentite anche voi gli scricchiolii sinistri dell’impalcatura globalista? Non avete percepito quel tipico rumore che produce una struttura decadente prima di crollare? No, non facciamo riferimento alla débacle nelle Elezioni Midterm di Obama. Sapete bene che chiunque vinca (o perda) negli USA, oggi o domani, rappresenta solo l’ennesimo burattino nelle mani dell’élite mondialista che viene usato e poi gettato via per procedere senza eccessivi intoppi all’attuazione dell’agenda del New World Order. A proposito: dove sono finiti gli “obamisti” di mezzo mondo, quei radical-chic di sinistra ben pensanti che avevano salutato l’avvento del presidente nero come l’inizio di una nuova e radiosa era? Ricordate le scene di giubilo per strada (negli States) e nei salotti buoni delle Tv (in Europa), durante le quali si pontificava sulla venuta del “salvatore” dell’umanità? C’è ancora qualcuno che ha il coraggio di difendere questa amministrazione? Che sia in grado di evidenziare qualche differenza con quella precedente? Che sia capace di affermare che abbiamo vissuto anni di pace e prosperità? Nessuno?

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USA: GENDARME GLOBALE O PINOCCHIO INTERNAZIONALE?

obama-pinocchio

Immaginiamo che anche oggi i tromboni della propaganda di regime vorranno suonare la solita solfa circa gli eventi dell’11/9, il turning point supremo nella storia della civiltà occidentale. Immaginiamo anche che poco spazio (magari per fini denigratori) verrà dato a versioni “alternative” – leggasi “complottiste” – di quel fatidico giorno di ormai tredici anni fa.
Eppure, questo lasso di tempo ha permesso, a chi non ha mai voluto accontentarsi delle lacunose verità ufficiali, di capire meglio sulla base di quali spinte si muova la politica internazionale americana. Ed allargando un po’ lo sguardo, sarà facile notare come sulla maggior parte degli snodi epocali della storia statunitense aleggi sempre l’ombra della menzogna. L’11/9, infatti, costituisce una delle tante tappe della vita degli USA inficiata, se non da vere e proprie falsità, quanto meno da zone oscure non trascurabili.
Tanto per cominciare e solo di sfuggita, ricordiamo che la nascita dello stato americano è stata macchiata dalla distruzione di una delle civiltà spiritualmente più ricche e profonde – quella degli indiani pellerossa – aggravata da un battage mediatico fuorviante che, attraverso il genere western (soprattutto fino agli anni sessanta), ha dipinto l’uomo bianco come il legittimo conquistatore di lande selvagge. Dall’altra parte solo aggressori e retrogradi, refrattari alla “civilizzazione”.

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